Fernando Falconi e il ciclo delle tredici ‘Eclissi’

“Fernando Falconi e il ciclo delle tredici Eclissi”. Testo di A.R.D. per mostra di Fernando Falconi: I simboli nel’arte, 03 -11 febbraio 2019. La Corte di Felsina.

Testo :
Un cromatismo vivo e penetrante da sempre identifica la sua arte e nel corso del tempo ha accentuato gradualmente la commistione di colore con materiali di vario genere , da quelli di riciclo -come il cartone da imballaggio – fino ad oggetti di natura vegetale come legno, foglie e tutto quanto risulti adattabile alla costruzione scenica delle idee.
Nel suo percorso formativo ha incontrato le avanguardie rivoluzionarie della seconda metà del Novecento, quelle che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea ; vanta inoltre il contributo d’ importanti maestri che hanno incoraggiato la sua vena creativa ,uno tra tutti il celebre Toti Scialoja ,dal quale ha certamente ereditato una sorta di continuità nel linguaggio pittorico a carattere astratto/ materico.
Non bisogna comunque omettere che la tecnica di Fernando Falconi è unicamente rivolta all’evocazione dell’idea dell’ immagine : una filosofia astratta che non ci pone davanti la realtà delle cose ma la suggerisce , assieme a tutto ciò che sta dietro la realtà stessa , ossia quella zona d’ombra che resta nascosta ma – seppur invisibile – ESISTE .
Un mondo parallelo al tangibile si presenta davanti allo spettatore con un’ astrazione visivamente impattante che lo cattura, portandolo con sé all’interno di una dimensione profondamente incentrata verso l’intangibile.

Nel ciclo delle ‘Eclissi’ s’intuisce una evocazione dell’ Ultima Cena precedente il grande gesto del Divino resosi umano. Un sacrificio ‘oltre il possibile’ , preceduto dal presagio serpeggiante nel gruppo dei dodici mentre l’ ulteriore presenza è l’uomo /divinità ,colui che compirà l’estremo rito, sacrificale ma salvifico .
Questa è l’idea sfiorata nelle tredici tele raffiguranti ,ciascuna, una perfetta geometria concentrica: tredici opere separate ,non un gruppo compatto ma tredici idee distinte ed autonome, ognuna con la propria ESSENZA definita , ognuna con il proprio presagio nascosto dentro di sé , un presagio di olocausto che nel contempo però, è anche speranza per una nuova era, già preparata , nonostante il suo compimento sia reso attuabile solo da un estremo sacrificio.
La speranza, lo stato d’animo e l’essenza stessa di ciascun elemento apostolico ivi rappresentato, sono evocate dall’artista non soltanto attraverso le dinamiche geometriche e del segno ma pure tramite una minuziosa, mirata scelta dei cromatismi, simbolicamente selezionati, quindi stesi con dovizia di dettagli tecnici e materici .

‘ Eclissi’ n.7 , per citare un esempio, raffigura una corona cerchiata in rosa (simbolo di passione e purezza ) la quale contiene al suo interno una tela di sacco grezza, stampigliata di scritte nere quasi a sottolineare la durezza del sacrificio che verrà inferto da mani rozze , ignoranti della gravità sovraumana e delittuosa del loro operare . Tutto il quadro è sferzato di rosso . Il dramma delle ferite inferte si percepisce appieno nell’effetto impattante dell’intero contesto scenico.
Suggestione ed impatto visivo costituiscono una miscela strategica nell’attrarre l’attenzione dello spettatore verso un’autonoma espressione artistica del mondo delle idee.

Fernando Falconi (3° da destra)

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