Tamara De Lempicka – Successo e depressione

Tamara De Lempicka,Successo e depressione , Articolo di Anna Rita Delucca pubbl. su Ingresso-Libero , Bimestrale di Lettura scrittura Arte fotografia, N. 35,novembre, anno 2017, pag. 12.

Testo:
D’origine russo-polacca e d’ estrazione nobiliare, ben poco si conosce della sua storia famigliare, nonché della sua esatta data di nascita, che a suo dire risalirebbe al 1902 ma dai documenti matrimoniali, pare fosse avvenuta nel 1898.
Non vi è dubbio, però, che Tamara Rosalia Gurwik Gorska – sposata De Lempika (e in seconde nozze , Baronessa Kuffner )- ebbe una vita piena di avvenimenti unici, incontri straordinari, sia nel mondo dell’arte e della letteratura, da Martinetti a D’Annunzio, da Ricasso( con il quale espose in mostra nel 1932) a Dalì ma anche nell’ edonismo del liberty in cui regnava l’ideale del bel vivere, le serate alla moda, l’estetica dandy che assorbiva l’interesse del jet set e dell’ambiente chic di quegli anni .
L’arte di Tamara, dal periodo giovanile fino alla seconda guerra mondiale, si destreggiava tra lo studio dei grandi maestri – fiamminghi o francesi ottocenteschi come Ingres- e l’attrazione per i contemporanei come il futurismo o il Cubismo di Braque , che accompagnano il suo stile pittorico in gran parte della sua produzione di questi decenni ,soprattutto nella ritrattistica .
L’artista polacca godette l’apice del suo successo proprio in questo periodo, tra le due guerre mondiali, trascorrendo la vita in giro per il mondo, tra l’Europa e gli Stati Uniti, soggiornando nelle più prestigiose città ( visse anche ad Hollywood, dove realizzò moltissimi ritratti di attori e personaggi dello spettacolo, tra cui Greta Garbo della quale, Tamara fu appassionata ammiratrice ma la trasgressione, il tenore di vita dispendioso dei fasti modaioli, gli eccessi , i vari amanti, maschili e femminili che raffigurava poi, in tanti suoi quadri, mentre attiravano l’attenzione e il successo su di lei, contribuivano, però, a destare nella sua personalità, una sorta di insoddisfazione o d’ insofferenza , quasi una ricerca di qualcosa che potesse andare ‘oltre’ la vita materiale, per quanto fosse sfarzosa e gaudente.
Un tormento interiore l’accompagnò per moltissimi anni, fino a tarda età, contaminando i rapporti familiari, compreso quello con la figlia Kizette, modella di varie e straordinarie opere, alcune delle quali, acquisite,nel corso del tempo, anche da importanti musei nel mondo.
La depressione fu per lei fedele compagna di vita, aggravata,inoltre, dall’ arteriosclerosi contratta a soli quarant’anni. Nel suo iter creativo venne a crearsi una cesura che divise la prima fase ( quella degli anni trasgressivi -fino alla seconda guerra mondiale- in cui spicca una grande produzione di opere d’ impatto visivo, tutte caratterizzate da una certa, ieratica, monumentalità ottenuta con poche e vibranti tonalità di colore, superfici levigate e patinate) da una seconda fase in cui, dopo una serie di lavori a carattere religioso, si dedicò, soprattutto, ad uno stile più surrealista e in seguito, più vicino all’astrattismo, fino a giungere alla sperimentazione di toni e soggetti legati, più strettamente, alla natura, alle antiche origini mediterranee, senza mai disdegnare, però, il suo amore per la ritrattistica
Anna Rita Delucca 2017(copyright)

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