Il VIAGGIO. Ribellione Maschere e Archetipi. Omaggio a Maruja Mallo

Dal 10 al 20 novembre 2020 La Corte di Felsina presenta

IL VIAGGIO. Ribellione Maschere e Archetipi.
Omaggio a Maruja Mallo

Mostra personale virtuale ON LINE di
MARIQUITA Irene Manente
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Tango de la noche
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Una serie di dipinti su tela o su cartoncino, con colori acrilici, della pittrice veneziana Mariquita (al secolo Irene Manente) che raccontano, attraverso immagini suggestive, dai forti cromatismi, la storia e l’arte di una delle maggiori protagoniste femminili della pittura ispanica del Novecento surrealista: MARUJA MALLO
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Chi è Maruja Mallo
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Maruja Mallo

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Maruja Mallo (Viveiro, 1902 – Madrid, 1995) pittrice spagnola considerata un’artista della Generazione del ’27 insieme a Salvator Dalì. La cosiddetta Generazione del ’27 fu un importante gruppo di autori della letteratura spagnola che si fece conoscere nel panorama culturale intorno all’anno 1927, con l’onore che fu tributato al poeta Luis de Góngora, nell’Ateneo di Siviglia. L’ultimo membro del gruppo fu Pepín Bello, morto nel 2008. L’amicizia di Maruja con Dalì fu fondamentale per la sua maturazione artistica. Di carattere molto simile, i due giovani artisti avevano una visione trasgressiva della vita, erano eccentrici e competitivi. Dalì viveva nella Residencia de Estudiantes, dove aveva stretto amicizia con Luis Buñuel e Federico García Lorca, ai quali presto si unì anche la pittrice.
A.R.D.
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Las Verbenas
M.Mallo
Tratto dalla copertina del libro “Maruja Mallo” di Consuelo de la Gandara,1978

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Chi è Mariquita
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Mariquita
(Irene Manente)

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www.lartedimariquita.jimdo.com
brisamarinaysol71@gmail.com

https://www.facebook.com/pittricedisogni
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La pittrice vive e lavora a Mestre, dove svolge l’attività di insegnante ma la sua passione è da sempre l’arte visiva tanto che in arti visive si è laureata.
Da anni si interessa di storia dell’arte moderna, in particolare della cultura ispano-americana e della corrente surrealista.
Nella sua pittura il soggetto femminile ha un valore simbolico ricorrente per rappresentare l’io più profondo, immerso in ambientazioni quasi surreali in cui la fisicità, si accompagna ad un’atmosfera onirica; non a caso le opere di Mariquita, in cui compaiono seducenti donne/simbolo, sono caratterizzate da ambientazioni quasi surreali in cui la fisicità, determinata da toni accesi e vivaci di colore, si accompagna ad un’ atmosfera onirica che ci trasporta in una dimensione oltre il mondo reale.
La pittrice svolge inoltre, un’ importante attività di ricerca sul tema delle donne, rivolta a portare alla luce figure femminili d’impatto storico/artistico, oggi cadute nell’oblio anche in collaborazione con l’ ‘Enciclopedia delle Donne
A.R.D.
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Mostre più recenti di Mariquita
-Omaggio ai maestri dell’arte. Dal 18 al 25 ottobre 2020.Con la partecipazione dei bronzi dello scultore tedesco Gilbert Kruft. La Corte di Felsina, Bologna
-ASTRI Scienza e Magia. 05/19 luglio 2020. La Corte di Felsina, Bo
-VEDUTE e …Pensieri-– 22/29 marzo 2020. Mostra collettiva virtuale -visualizzazione su https://www.lacortedifelsina.it/vedute-e-pensieri/
–Miscellanea 2020 Eventi correlati ad Art City White Night ArteFiera di Bologna, 25 gennaio /02 febbraio 2020. Con il Patrocinio del Comune di Bologna
-New York- Big Apple.The New York Boyer Foundation.DAL 1 NOVEMBRE AL 30 NOVEMBRE 2019, PRESSO HUDSON PARK LIBRARY, 66 LEROY ST, NY
-Mientras la Vida nos dure Mexico, segunda edicion de la exhibicion International.PUERTO DE VERACRUZ DA NOVEMBRE 2019
-Premio letterario Carta di Altino.Settembre 2019
-Foreste, streghe e Biancanevi al Festival delle arti della Giudecca e Sacca Fisola.
SETTEMBRE 2019, CHIOSTRO DEI SANTI COSMA E DAMIANO.
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https://www.facebook.com/1467955973503463/posts/2536500416649008/?sfnsn=scwspmo
Mariquita parla del suo progetto artistico su Maruja Mallo (clicca sul link qui sopra)
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Opere in mostra
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Affinità Elettive
2018

Ana Maria Manuela Isabel Gómez González( Maruja Mallo) nasce il 5 gennaio del 1902 a Vigo.
Il padre Don Justo Gómez Mallo rinunciò allo stile di vita caratteristico dei grandi proprietari terrieri per intraprendere la carriera amministrativa raggiungendo l’apice del successo nel 1892 con la prestigiosa carica di amministratore dei servizi doganali. Gli spostamenti erano frequenti anche in seguito al matrimonio con la moglie Pilar e la nascita dei figli. Maruja era la quarta di quattordici figli, la madre era sempre più in difficoltà a seguire la numerosa prole al punto che decise insieme al marito di accettare il sostegno offerto dai parenti più stretti ed affidare alcuni dei bambini ad essi. La salute della madre fu molto precaria e trascorse lunghi periodi ammalata.

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Affinità Elettive” è stato ispirato dal rapporto dell’artista con la figura materna; dalle varie biografie emerge un forte legame con il padre, quando morì Maruja soffrì molto e trascorse anni di grande crisi. La madre è una presenza che rimane ai margini con la quale la pittrice ha un rapporto meno empatico. Nel dipinto un’atmosfera surreale avvolge quello che dovrebbe essere un momento totalizzante durante il quale la madre e il suo piccolo diventano un tutt’ uno.
L’inconsistenza dell’amore materno incondizionato viene suggerito dallo sguardo assente e smarrito della donna che si infrange nel vuoto e non scorge lo sguardo del suo bimbo.

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Maruja trascorse i suoi primi 8 anni con gli zii materni, i quali non avevano figli pur desiderandoli e con loro visse a Corubión, a Finesterre, un ambiente che ricorre nei quattro dipinti della nella serie Las Verbenas. In questa terra i riti pagani si fondevano con quelli cristiani e gli abitanti credevano nel potere della natura. Il forte legame e il senso di appartenenza verso questi luoghi trasparivano ogni qualvolta le venivano rivolte delle domande in merito alle sue origini. L’artista era solita rispondere : “ No soy gallega soy celta, soy druida” .*
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*“ Maruja Mallo y la vanguardia española”, Shirley Mangini, ed CIRCE, Barcellona 2012
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El Pequeño sueño
2018

El Pequeño Sueño cattura una scena di vita bucolica, le tonalità cromatiche del paesaggio creano un’ atmosfera calda, avvolgente e rassicurante che incornicia le protagoniste, i cui sguardi sono rivolti verso la stessa direzione. Il dipinto ricorda gli anni trascorsi con gli zii, la serenità ed il grande affetto con cui si presero cura della nipote
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La Vidente
2018

In La Vidente le due figure e lo sfondo ricordano le feste paesane (Verbenas) che hanno caratterizzato l’infanzia e la prima giovinezza di Maruja, accennando alla stessa atmosfera.
La loro ambientazione ritorna nella pittura dell’artista spagnola facendo da sfondo alla ricca scenografia carnevalesca delle tele appartenenti alla serie Las Verbenas. Queste opere riflettono la ribellione e la provocazione che caratterizzarono le scelte e la vita in generale di Maruja. Mediante un universo pittorico apparentemente caotico, viene creato un contesto in cui il profano coesiste con le simbologie della religione cattolica, spesso stravolte in chiave satirica e provocatoria.
Le autorità ridotte a fantocci mascherati per sottolineare la loro incapacità di comprendere le reali necessità del popolo spagnolo, pieno di vita e desideroso di riforme ed innovazione.
Nel dipinto in esposizione l’atmosfera non è gioiosa, manca la spensieratezza che accompagna i momenti di festa, la figura senza volto, con una maschera appoggiata al petto sembra la custode di un ingresso; dietro essa inizia qualcosa, precluso alla figura femminile assomigliante ad una bambola immobile. Si allude ad una staticità dettata dalle convenzioni socio culturali.
Maruja contestava l’immobilismo dovuto ai ruoli inflessibili estremamente rigidi ed ingessati da una visione patriarcale.
Nell’ opera di Irene Manente la donna ridotta ad un fantoccio, allude ad un modello femminile passivo, composto, remissivo che osserva un copione. La presenza senza volto rappresenta la parte “oscura”, l’impeto della ribellione che infrange qualsiasi maschera e sovverte gli equilibri stagnanti. Ispirata alla provocazione della Mallo verso il modello femminile cristiano di angelo del focolare, che nella terza “Verbena” della serie, si esprime attraverso la rappresentazione sessuata degli angeli.
Essi assumono l’aspetto di corpulente fanciulle, avvolte in tuniche che esaltano le forme dei loro corpi; le loro ali hanno colori non corrispondenti alla purezza espressa dal bianco e dal celeste. Sprigionano un’energia sovversiva, con la quale si contrappone un modello dirompente a quello cristiano caratterizzato da una sessualità femminile passiva, condizionata dalla conservazione della verginità fino al matrimonio*.

Da: Verbenas – particolare

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(*“La Subversión Enmascarada”. M. Alejandra Zanetta. Ed. BIBLIOTECA NUEVA, Madrid 2014)

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Assenzio
2017

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Ragazza con pipa
2017

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Flaneuses
2018

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Pollilas,2018

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Musa
2018

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Paseo Dominical en Plaza
2018

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Selfie
2018

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Cuban Sandwich
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Cometió uno los errores más destructivo e imperdonables: ser libre
María Zambrano
María Zambrano filosofa, saggista e grande amica di Maruja, durante un’intervista descrive l’artista spagnola come una donna passionale che ebbe il coraggio e la forza di vivere liberamente i suoi sentimenti e la sua sessualità*.
Rifiutò di circoscrivere i suoi obiettivi ad essere oggetto del desiderio di un uomo, di vivere nelle vesti di angelo del focolare domestico ma era piuttosto determinata a conquistare la sua indipendenza.
La sua vita sentimentale fu molto travagliata e attraversata da importanti passioni; le sue relazioni spesso si fondevano con la sua arte, dando vita a cicli di opere caratterizzate da forme di contaminazione tra le diverse espressioni artistico-letterarie.
Nel 1925 incontrò il poeta Rafael Alberti, tra i due si sviluppò una grande storia d’amore che s’interruppe verso il 1930. Nelle biografie del poeta non si fa cenno a questa relazione, sembra che intenzionalmente avesse preferito oscurare questo periodo della sua vita.
La relazione fu assai burrascosa ma sul piano creativo scaturì una prospera ed intensa collaborazione tra i due artisti.

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*Dall’intervista di Miguel Campos a Tania Balló, responsabile del progetto “Las Sinsombrero”. Le ricerche della studiosa relative al progetto, sono state raccolte nel suo lavoro “ Las Sinsombrero. Sin ellas, la historia no está completa”, ED. Espasa.
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El Estudio della Pintora
2018

In El Estudio de la Pintora viene rappresentata la fase del processo creativo durante la quale la protagonista, un’artista, dà forma e colore alla sua visione della realtà, condizionata e distorta dai processi illusori della mente. Le sue lacrime riflettono la dolorosa presa di coscienza della distanza fra le sue illusioni e la realtà dei fatti.
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Maruja approdò a questa triste constatazione quando l’andamento del rapporto la mise davanti ad un’analisi obiettiva sui risvolti poco sereni sulla che aveva sulla sua vita.*
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*Maruja Mallo (1902-1994) de las Cloacas al espacio sideral, Rosa M. Ballesteros García in apposta revista de ciencias sociales, n. 13 Dicembre 2004
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Eternamente amanti nell’oscurità
2017

L’opera Eternamente amanti nell’ oscurità realizzata su cartoncino richiama un’atmosfera surreale, che riflette messaggi provenienti dal mondo onirico. Una visione staglia da un paesaggio intravisto da un cancello, che suggerisce una maschera.
I protagonisti sono ridotti a due involucri vuoti, i quali raccontano un legame quasi simbiotico che va oltre la vita.
Il romanticismo suggerito dalla panca immersa nel verde della vegetazione, s’infrange in un abbraccio di costrizione, dal quale la protagonista sembra non riuscire svincolarsi.
L’atteggiamento di possesso viene rafforzato dalla presenza del cancello.
La pennellata a tratti pastosa, tende a perdersi in sfumature lunari, accese da colori vibranti, i quali sembrano sprigionare l’energia vitale di cui sembrano privati i due protagonisti

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Maruja illustrò alcune delle opere più significative di Alberti come La Pajara pinta.
Ispirato alla serie Las Verbenas il poeta pubblicò A cal y canto, sobre los ángeles y sermones moradas
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La Caída de los Ángeles,
2018

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La Caída
2018

I dipinti La Caída de los Ángeles e La Caída sono ispirati ai tetri paesaggi ritratti nelle tele di “CLOACAS Y COMPANARIOS” di Maruja.
Questo ciclo pittorico rappresenta il culmine della relazione con il poeta, nasce dalla contaminazione tra la sua poesia e la pittura dell’artista.
In queste opere la pittrice mette in scena dei paesaggi spettrali, occupati da rovine, macerie e detriti; riflessi delle conseguenze del patriarcato e del primato maschilista.
Nelle due opere in mostra di Mariquita i paesaggi desolati rispecchiano lo smarrimento dei personaggi, provocato dalle loro debolezze e fragilità.
La caduta degli angeli ricorda che la perfezione non ci appartiene e i segni che lascia costituiscono la storia personale di ognuno.
La relazione con Alberti si concluse verso il 1930 quando il poeta si legò definitivamente a Teresa León

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Ballo da sola
2016

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La fine del rapporto con Alberti farà sprofondare Maruja in uno stato di grande smarrimento e confusione
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In “Ballo da sola“, la pittrice Irene Manente si è ispirata allo stato vitale dell’artista emerso durante le sue ricerche riguardanti questa fase della sua vita.
Al centro della prospettiva una scultura raffigurante un corpo depauperato delle sue parti che consentono il movimento, lo spostamento nello spazio.
Nonostante la privazione pulsa di vitalità e cerca di librarsi in una danza disperata e di speranza allo stesso tempo.
Il rosso della tavolozza immerge la figura nella passione per la vita, motore della rinascita.
La struttura architettonica verde sembra proteggere il ballo solitario, offrendo rifugio, contrastando le sfumature macabre che irrompono nella composizione mediante il tratto marcato che incornicia gli elementi del dipinto.
La pennellata a tratti diventa corposa, quasi materica e sembra tradire la linearità, la staticità e il distacco di quella quel vuol essere una visione disaffettiva.

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La giovane Maruja determinata a proseguire il suo cammino artistico, nel 1931 decide di recarsi a Parigi per approfondire i suoi studi di scenografia.
Prese parte alla vita culturale pulsante di quegli anni; durante la sua personale, presso la nota galleria Pierre Loeb attirò l’attenzione di Andrè Breton che acquistò la sua opera ESPANTAPAJAROS della serie Cloacas y Campanarios. Fu proprio la personalità di punta dell’avanguardia surrealista ad introdurla nelle riunioni del movimento al caffè Cyrano, a Place Blanche, a Pigalle e a Montmartre.
Nel contesto parigino venne a contatto con il pensiero di J. Torres García,* il fondatore del gruppo Cercle et Carré astratto.
Influenzò notevolmente la sua pittura**.
Nella successiva serie CONSTRUCCIONES RURALES Maruja iniziò a rappresentare nuove realtà, nelle quali l’ordine numerico e geometrico stavano alla base di ogni forma di vita.
Crea le sue opere in base ai criteri che regolano l’ordine cosmico, ricerca l’essenza degli oggetti naturali, in quanto in essa risiede l’anima dell’Universo.
In questa fase manifesta una certa resistenza verso l’utilizzo di colori artificiali inesistenti nel mondo naturale.
La sua tavolozza iniziò a tingersi di una vasta gamma di grigi, di azzurri e delle tonalità della terra.
Ai colori aggiungeva materiali naturali quali la segatura, frammenti di legno, sughero, paglia e lana.
Queste scelte, per quanto riguarda i materiali artistici, rappresentavano l’intenzione di creare un’arte veritiera, non contaminata.
Carica di entusiasmo e con nuovi progetti, nel 1932 rientrò a Madrid, ignara che l’anno seguente la sua vita sarebbe stata stravolta dalla morte del padre, uno degli eventi più dolorosi della sua esistenza. La situazione finanziaria estremamente critica della famiglia la costrinse a modificare i suoi piani ed affrettarsi a trovare un lavoro.
Si propose per un impiego come insegnante di disegno libero e composizione in Castiglia.
Nel 1934 riprenderà gli studi accademici.
Rientrata a Madrid stringerà una forte amicizia con Maria Zambrano ed inizierà a frequentare il suo salotto, dove avrà modo di fare importanti conoscenze fra cui Pablo Neruda.
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* Torres García, fondò a Madrid nel 1932 il gruppo Constructivo. Proponeva un sistema simbolico personale connesso ad una forma di pensiero esoterico. Portava avanti il progetto della creazione di un’Arte Universale basata su forme e figure geometriche semplici su linee orizzontali e verticali. Cercava di sostituire ad un’arte intesa come imitazione della realtà, un’arte sintetica, capace di captare l’essenza della realtà. Nel suo progetto si rintraccia una forte influenza dell’esoterismo e della numerologia
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**La subversión enmascarada, Maria Alejandra Zanetta. Ed. BIBLIOTECA NUEVA, Madrid 2014.
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Intimate Tango
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Clase de Tango
2018

Clase de Tango è dedicata all’ incontro con Miguel Hernandez, un uomo molto sensibile e promettente poeta che in quegli anni versava in condizioni di grande povertà.
Il loro rapporto s’intensificò ma fu breve e durò fino al 1936 quando si allontanarono pur mantenendo una affettuosa amicizia nel tempo.
Il legame ebbe delle ripercussioni significative sulla pittura della pittrice spagnola.
La poesia del giovane poeta si fuse con l’universo di Maruja che accolse la sua lirica animando i suoi soggetti naturali oramai divenuti simboli universali.
La pittrice trasferì nella sua produzione artistica le sensazioni e le rivelazioni carpite dal paesaggio bucolico durante le escursioni insieme al compagno nella zona granaria intorno a Morata de Tajuña.
Apprese ad ascoltare il silenzio, iniziò a studiare i legami, le influenze degli astri sulla Natura.
Si aprirono le porte ad un lirismo cosmologico simile a quello del poeta.
L’opera in mostra rappresenta la complicità artistica tra Maruja e Miguel attraverso la sensualità sprigionata dal tango ed immersa nel mistero della natura.*
La coppia raffigurata è formata da una componente ibrida: Pequeño cactus;
un personaggio ideato da Irene Manente e protagonista della serie “ Las aventuras de un pequeño cactus” curata dall’artista per vari suoi progetti ed iniziative a sostegno della tutela dei diritti civili e della lotta contro la violenza di genere.
‘Pequeño Cactus’ trascende il genere e rappresenta lo stato vitale di smarrimento e di ricerca dell’identità personale.
L’ autorealizzazione e la felicità possono scontrarsi con gli schemi convenzionali e gli stereotipi, comportando un dissidio esistenziale tra l’affermazione di ciò che si è e il peso delle aspettative sociali.
Lo smarrimento mescolato al senso di colpa e d’inadeguatezza aprono diversi scenari possibili: la repressione della propria autenticità per timore dell’emarginazione; il vissuto clandestino celato da false apparenze e maschere sociali.
La felicità autentica richiede coraggio e molta forza.Le situazioni difficili alimentano le paure, favoriscono spinose barriere di difesa e strategie di fuga.
Il mondo di Pequeño Cactus è costituito da un ambiente surreale, fitto di simboli e sfumature oniriche, popolato da personaggi ibridi che rappresentano le contraddizioni dell’animo umano.
L’universo alternativo elaborato da Maruja ha ispirato la pittura di Irene Manente nella creazione di questo elemento ibrido.
Pequeño Cactus vaga alla ricerca della sua felicità che non coincide con quello che gli altri si aspettano.
Nel suo mondo non c’è posto per etichette, definizioni rigide ed inflessibili, tutto è in divenire e continuamente cambia forma.

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* Nel marzo del 1978 presso la galleria Multitud di Madrid, Maruja terrà un discorso in omaggio a Miguel Hernandez, in cui esprimerà cosa avesse rappresentato per lei il loro rapporto, la loro sincera amicizia.L’impegno del giovane poeta contro il franchismo s’arrestò con la sua incarcerazione. Le pessime condizioni di vita della prigione intaccarono gravemente la sua salute e morì.
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Los Novios
2018

La pittrice veneziana spesso rappresenta nelle sue opere coppie con componenti ibride, nelle quali spariscono i due generi definiti rigidamente ed esclusivamente sulla base delle sole caratteristiche biologiche.
In Maruja l’ibrido consente di trascendere il genere per delineare l’essenza umana autentica

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Eva
2017

EVA: questo dipinto ispirato alla forte personalità di Maruja, attraverso la figura di Eva rivisitata in chiave contemporanea, celebra un modello di genere che mette al centro una donna consapevole della propria femminilità, responsabile e padrona della sua sensualità e sessualità. Una corporeità non gestita da altri.
La mela intatta diviene il simbolo dell’autogestione femminile, della scelta libera dal giogo degli stereotipi socioculturali.
La presa sul pitone diviene l’inno dell’emancipazione dalla sottomissione al genere maschile, della ribellione verso una sessualità subita dalla donna.
La pittrice utilizza tonalità cromatiche decise; il contrasto è rafforzato dalla scarsa presenza di sfumature e toni intermedi.
La tavolozza aderisce al tono celebrativo e all’ urlo di ribellione dell’opera.

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In Spagna, durante il mese di febbraio del 1936, la tensione politica e sociale divenne insostenibile fino ad esplodere dopo l’esito delle elezioni e la proclamazione della vittoria del fronte popolare, che riuniva le diverse organizzazioni e movimenti della sinistra.
Il fronte nazionale, coalizione della destra, considerava il risultato una manipolazione, un imbroglio della sinistra e pertanto non legittimo, in quanto non rispecchiava la volontà popolare.
Crebbero le organizzazioni giovanili paramilitari sia di sinistra che di destra, entrambe artefici di azioni destabilizzanti l’ordine pubblico e l’equilibrio politico. Il clima si complicò ulteriormente con l’aumento della violenza tra i nazionalisti baschi e catalani.
Si moltiplicarono gli attentati che alimentarono il terrore e il disordine; si acuì la percezione da parte dell’opinione pubblica della fragilità del governo della Repubblica, ritenuto incapace di garantire la sicurezza e l’ordine.
Si stavano creando i presupposti che avrebbero giustificato il golpe militare e l’ascesa politica del generale Franco.
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Los rincones oscuros del corazon
2017

Los rincones oscuros del Corazón interpreta lo stato vitale di Maruja e di tanti altri artisti ed intellettuali durante i mesi drammatici della Guerra Civile Spagnola, nei quali si consumò il golpe militare del generale Franco e la proclamazione della dittatura franchista.
La pittrice era molto preoccupata per gli sviluppi politici.
Divenne sempre più critica verso la Chiesa ed iniziò ad attaccare attraverso la sua pittura il conservatorismo cattolico al di là delle evidenze e l’appoggio al fronte della destra.
Mediante alcuni particolari del dipinto Irene Manente fa riferimento alla posizione critica di Maruja nei confronti della Chiesa.
Fin dai primi anni dell’accademia la pittrice spagnola contestava la passività e lo stato di subalternità femminili nei confronti dell’uomo delineato nei dettami cattolici.
Le sue opere iniziarono ad essere influenzate dai presupposti di una religione incentrata sull’ ideale di essere umano universale, inteso come sintesi tra i due generi.
Nella sua pittura l’elemento androgino svolge questo ruolo al fine di rappresentare l’aspirazione ad un’umanità più elevata e lo associa ai poteri rigenerativi degli elementi del mondo naturale.
La sua produzione artistica si popola progressivamente di identità proprie ed originali opponendo al binarismo di genere l’androginia radicale.
La Terra diviene la Grande Madre che genera le piante, produce i frutti, permette alla vita di perpetuarsi, incarna l’aspetto femminile e sacro della divinità.
In “Los rincones oscuros del Corazón” la composizione si dispiega attorno alla figura dominante sulla quale è incentrato il dipinto. La centralità allude a quella della Grande Madre; l’espressione sofferente, triste degli occhi e le lacrime che solcano il volto associano l’archetipo alla Spagna.
In Maruja, durante il suo intenso attivismo politico, la Grande Madre diviene metafora della Patria dolente, travolta dai terribili eventi.
Nel dipinto di Mariquita, il rosario viene sostituito da un accessorio costruito con elementi naturali. Il seno prospero allude al nutrimento fornito dalla Terra, rinnovando la connessione tra la Donna e la Terra, entrambe donatrici di vita e dedite alla cura e alla protezione. Nella chioma elementi vegetali si mescolano al colore del cielo e dell’acqua. Il busto sembra mettere in comunicazione il cielo con la terra.

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Sempre più impegnata nella propaganda contro il franchismo, l’ arte di Maruja assume toni sempre più critici e di denuncia.
Il suo attivismo la porta ad incontrare il leader sindacalista Alberto Fernandez Mezquita con cui nasce una relazione.
La marcia su Madrid per la presa della città e la proclamazione del golpe porta alla mobilitazione della resistenza a cui parteciparono molti intellettuali ed artisti.
Il giovane Alberto prenderà parte ai combattimenti, in seguito arrestato, torturato e deportato.
Maruja raggiunse a Vigo l’abitazione dello zio dove trascorse sei mesi nascosta e durante i quali i rumori delle fucilazioni e dei rastrellamenti erano la quotidianità.
La pittrice era stata segnalata per il suo coinvolgimento nella propaganda contro il franchismo e questo era sufficiente per essere trattenuti in carcere e subire interrogatori durante ai quali venivano utilizzate torture.
Il 12 dicembre del 1936 viene raggiunta da un telegramma urgente da parte dell’Associazione de Amigos de las Artes di Buenos Aires per partecipare ad un’esposizione d’arte collettiva in Argentina.
L’amica Concha Méndez attraverso alcuni contatti di famiglia riuscì a farle ottenere l’autorizzazione per lasciare il paese.
Maruja portò con sé pochissime cose fra le quali il suo dipinto “SORPRESA DEL TRIGO” e attraverso le campagne, raggiunse la frontiera entrando in Portogallo.
Gabriela Mistral l’ ambasciatrice del Cile, l’attendeva a Lisbona per consegnarle la documentazione per imbarcarsi per Buenos Aires*.
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*Maruja Mallo, Shirley Mangini. Ed. CIRCE, Barcellona 2012
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Resilienza
2017

Nell’opera Resilienza la figura femminile senza volto posta al centro della composizione, attraverso la drammaticità cromatica, diviene il simbolo della forza di reazione ad un trauma. Il vestito strappato, che non riesce a coprire il corpo segnato e sofferente, racconta la violenza subita. Alle spalle un’imponente pianta succulenta che rafforza la tenacia e la resistenza della protagonista che sembra condividere la stessa postura dignitosa e composta.
Questo genere di piante è ricorrente nella produzione artistica di Irene Manente, affascinata dal loro mondo e dalle loro peculiarità.
Nel dipinto crea una similitudine tra l’arte del sopravvivere delle piante ritratte e la capacità del ri/esistere della donna dopo la violenza

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L’esilio per Maruja rappresentò un momento drammatico, male offrì l’opportunità di conoscere il continente americano; la sua varietà culturale influenzò la sua produzione artistica, la quale cominciò ad accogliere la potenza dei simboli delle mitologie dei popoli originari.
Nella sua pittura si rafforzò l’ideale di un’umanità aperta e democratica.
Durante la forzata lontananza dalla Spagna creò una nuova serie di opere “ LOS RETRATOS BIDIMENSIONALES, attraverso cui propose nuovi archetipi umani che trascendevano le distinzioni legate alla razza, alla classe sociale e al genere.
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Irene Manente presenta questo gruppo di opere ispirata a questa fase della pittura di Maruja e ai risultati della sua ricerca in merito alle mitologie dei popoli originari dell’America.
I dipinti presentano una caratteristica comune: i volti hanno un’ espressione che non fa trasparire particolari sentimenti; elemento dominante anche nella serie della pittrice spagnola
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Alma
2019

Ragazza con la luna tra i capelli
2019

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Il soggetto di “Ragazza con luna tra i capelli” ed “Alma” sono la rielaborazione personale di alcune divinità femminili diffuse tra i nativi del Nord America. La luna tra i capelli ricorda l’importanza del legame simbiotico con la Natura nella cultura di queste popolazioni.
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The Bird Goddess
2020

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The Bird Goddes” è una rivisitazione della Dea Uccello a partire dalle ricerche di Marija Gimbutas*
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*Il linguaggio della DEA, Marija Gimbutas, Edizione Le Civette di Venexia, Roma 2017
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La Malinche
2019

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Malinche propone un soggetto storico e allo stesso tempo leggendario appartenente al vissuto collettivo dell’America Latina*
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*La Malinche, doña Marina interprete e amante di Hernán Cortés, attorno al suo personaggio si sono sviluppate molte leggende e romanzi
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La emperatriz
2019

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Emperatriz è una reinterpretazione di una simbologia di un incensiere con maschera centrale della cultura teotihuacana* risalente al periodo classico ( 400 – 600 d.C.)
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*Teotihuacan. La città degli Dei. A cura di Felipe Solís e Martirene Alcántara. Edizioni SKIRA
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Revelaciones cosmicas
2019

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Revelaciones Cosmicas può considerarsi il dipinto della mostra che riunisce gli elementi caratterizzanti il cosmo alternativo che Maruja elabora nel corso del suo percorso artistico. Popolato da creature, identità originali ibride, legate agli elementi naturali ed in relazione fra loro. Le donne albero presentano delle ramificazioni che nascono dalle dita, ricordano la rappresentazione delle spighe di granonella sua famosa opera SORPRESA DEL TRIGO.
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Nell’arte dell’artista spagnola la spiga di grano si lega all’idea del rinnovamento e della rinascita divenendo il simbolo dello sviluppo personale in armonia con le leggi dell’universo.
Durante il momento della trebbiatura, il contadino separa il grano dalla paglia e riceve il frutto.
Il lavoro umano entra in relazione con la Natura e si compenetrano a vicenda.
La divinità, la Grande Madre si manifesta nel grano da cui deriva il pane
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Stregata dalla luna
2019

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El Pequeño cactus perdido
2018

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Il giardiniere
2017

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La collecìon
2018

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Questo gruppo di dipinti in esposizione sono dedicati all’elemento ibrido ed androgino. “Colección” e “El Pequeño Cactus perdido” rientrano nella serie “Las aventuras de un Pequeño Cactus”.
Il “Giardiniere” fa parte del libro d’artista “Donne di Marte”

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Arrivata in Argentina, Maruja venne accolta con grande entusiasmo e venne omaggiata con molti riconoscimenti.
Divenne popolare e poté beneficiare di amicizie prestigiose e contatti importanti. Utilizzò la sua posizione per far conoscere la situazione spagnola.
Molti connazionali l’accusarono di essersi rinchiusa in una gabbia dorata e di vivere una vita privilegiata.
Il fatto di non poter ritornare nella sua terra, di non rivedere la sua famiglia e di aver perso i contatti con molti amici dispersi dei quali non sapeva le condizioni di vita, innescarono uno stato psicologico depressivo e di profondo smarrimento. Il suo aspetto ne risentì e mutò: iniziò a truccarsi pesantemente, il suo volto divenne una maschera dietro la quale si celava il dolore.
Cominciò a dipingere volti femminili inespressivi che non facevano intravedere emozioni. Riflettevano il suo stato vitale.
Fu molto attiva e viaggiò molto dall’ America Latina a New York. Nel 1939 tenne numerose conferenze all’ Università di Santiago del Cile.
Gli attriti con la politica di Perón la costrinsero ad abbandonare l’Argentina; segnò l’inizio di una serie di spostamenti in Sud America. Espose in Chile, in Bolivia, in Uruguay.
Si stabilì a New York dove riscosse molti successi e riconoscimenti.
Andy Warhol definì i suoi ritratti come opere che anticipavano la Pop Art nordamericana.
Rientrò a Madrid nel 1965 dove continuò a dipingere in solitudine fino al 1995, anno della sua morte. Non fu accolta calorosamente e non ricevette particolari riconoscimenti; la sua arte e la sua storia sono state al centro dell’interesse e delle ricerche di un gruppo di studiose negli ultimi decenni
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Maruja Mallo. Un Progetto rivoluzionario

A partire dal 2017 iniziai ad interessarmi a Maruja Mallo, alla sua arte e al progetto rivoluzionario sociale che portò avanti fino alla fine dei suoi giorni.
Il suo importante contributo è stato rivalutato in Spagna negli ultimi decenni grazie a recenti studi e ricerche.
Attiva nella lotta contro il franchismo e sostenitrice degli ideali della Repubblica, affidò alla sua vasta produzione artistica il compito di denunciare le contraddizioni del suo tempo, i pregiudizi di genere, i quali collocavano la donna in una posizione d’inferiorità rispetto all’uomo.
Mediante la sua pittura creò una cosmologia alternativa a quella corrente, popolata da forme di vita espresse dall’ibrido, attraverso le quali venivano superate le rigide definizioni e separazioni.
Il suo universo è caratterizzato dall’androginia radicale con cui riesce a creare delle identità proprie ed originali.
In contrasto con il binarismo di genere della società patriarcale, fondato sulla classificazione di sesso e genere nelle due forme esclusive: Mascolino e Femmineo.
Un sistema nel quale il genere viene identificato tenendo in considerazione solo le caratteristiche biologiche, generando una sorta di frontiera sociale per le persone che desiderano cambiare, mescolare i ruoli di genere o vivere più forme di espressione di genere, per gli individui omosessuali, bisessuali, transgender e transessuali.
Nella sua pittura l’elemento androgino e il corpo ibrido le consentono di trascendere il concetto d’identità rigido e vincolato, in favore dello sradicamento di tutte le nozioni inflessibili di genere, razza e classe sociale.
Le sue opere sprigionano la condanna a volte dalle sfumature ironiche verso la violenza portata dall’arroganza della mentalità androcentrica.
Non si dichiarò mai apertamente femminista ma si impegnò a denunciare, a mettere in evidenza le disuguaglianze esistenti tra i due generi e i pregiudizi verso le potenzialità creative della Donna. Superò la denuncia elaborando un nuovo archetipo femminile in contrasto con la rappresentazione strumentale del corpo femminile, rivolta a soddisfare principalmente uno sguardo voyeuristico.
A causa del suo coinvolgimento diretto e appoggio alle idee di libertà ed uguaglianza sociali proclamate dalla Repubblica finì nel mirino delle truppe di Franco.
Riuscì a sfuggire ai rastrellamenti che seguirono il golpe, raggiungendo il Portogallo da cui s’imbarcò per Buenos Aires. Trascorse gli anni dell’esilio tra l’Argentina, Montevideo e New York portando avanti il suo attivismo contro la dittatura di Franco, cercando di far conoscere la causa e il dramma del popolo spagnolo.
Nel 1965 fu una dei primi esuli a rientrare in Spagna.
Non venne accolta con riconoscimenti e grandi omaggi. Dimenticata da tutti cadde nella desolazione. Ricordata per molti anni esclusivamente per i suoi comportamenti eccentrici durante le nottate della movida madrilena.
Il regista Almodovar sarà una delle personalità più note che si interesserà alle sue opere e ne acquisterà diverse.

Irene Manente
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Testi e opere di Irene Manente
Organizzazione mostra virtuale a cura di Anna Rita Delucca
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Galleria fotografica di eventi passati presso La Corte di Felsina con esposizioni di opere di Mariquita

Simbologie del Viaggio

Con l’amica pittrice Martina Santarsiero a La Corte di Felsina(2018)


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THE END
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