Testi vari sulla pittrice / fotografa Nicoletta Spinelli

In questo spazio sono presenti testi vari scritti da A.R.D., a partire dal 2012, su Nicoletta Spinelli

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Nicoletta Spinelli – La natura dipinta come prospettiva fotografica,Articolo di A.R.D. pubblicato su www.Pittart.com Anno 2012
Link:
http://arte.pittart.com/critici/delucca/nicoletta_spinelli_natura_dipinta.htm

Testo:
Perché un simile titolo a questo breve testo che vogliamo dedicare a Nicoletta Spinelli, pittrice e fotografa ravennate di grande spessore artistico, romantica creatrice di natura rigogliosa nei suoi quadri e attenta ricercatrice di scorci prospettici unici e irripetibili, catturati e fissati indelebilmente nel suo obiettivo?
La risposta si trova appunto in questa affermazione: dipingere come fotografare. Non vi è una motivazione voluta, tutto avviene spontaneamente, così come di getto realizza i suoi alberi pulsanti di vita, le intricate radure casentinesi che immortala nei colori spiccati di marrone e giallo, di bruno e verdone dell’autunno (Qui ed ora) oppure con blu, azzurri e rosa impallidito dal glaciale biancore delle boscaglie boscaglie, nelle quali si trova a passeggiare durante le gelide giornate invernali.
L’inquadratura nei dipinti, realizzati rigorosamente con colori naturali (olio di papavero spennellato sulla tela con generosa corposità) è fotografica, coglie lo scorcio, l’attimo fuggente, la bellezza dell’insieme fissata per sempre, ma mai dedicata ad un unico oggetto protagonista: non conta l’oggettuale di per sé, quello che importa è l’armonia dell’insieme colto in un attimo preciso e che quindi consenta all’ oggetto evidenziato di valorizzarsi in quell’ armonia.
Nicoletta Spinelli riunisce le sue doti di pittrice e fotografa, le capacità tecniche, gli studi artistici universitari, la manualità di mosaicista, l’esperienza maturata in anni e anni di produzione artistica, seguita da periodi di stasi, di chiusura meditativa; proprio come i suoi alberi immortalati, che si fermano nella stagione fredda, si riposano e meditano per poi rinnovarsi e ricrearsi nella romantica e vivida primavera.
Nascono così rigogliosi i giardini fioriti, le esedre di antiche ville, con le loro tipiche statue ritratte negli scorci osservati quasi di nascosto, e con delicata attenzione per non disturbare la loro placida bellezza (L’Esedra – Rose rosse). Nella pittura della Spinelli si mescolano vari stili che testimoniano la sua ricerca raffinata e lo studio dei maestri del passato: gli alberi che silenziosamente ci parlano, richiamano alla mente la poetica dei grandi, come Dante che identificò mirabilmente la figura tragica di Pier delle Vigne, dentro a un grande albero nodoso in una cupa foresta invernale; i giardini incantati e la natura fanno pensare allo stile romantico, deciso nell’ uso del colore, come i maestri impressionisti, ma anche dei macchiaioli ottocenteschi rivisitati in una chiave moderna più meditativa ed emozionale, attenta non tanto a rappresentare l’impressione immediata che si ottiene dall’ osservazione della natura, ma piuttosto ad un’elaborazione interiore e profonda del sentimento e delle sensazioni che si ricavano da quell’ osservazione solitaria.
Questo accostamento che spontaneamente ci spinge a scomodare la grande arte del passato, molto probabilmente esula del tutto dalle intenzioni e dall’ ispirazione della Spinelli nel realizzare le sue creature, ma a nostro avviso, inevitabilmente fanno capolino dalla scatola nascosta delle sue esperienze di studio che si innestano in qualche modo, anche inconsciamente, nella produzione odierna.
La passione per la fotografia integra la qualità artistica, e le consente, modulando l’uso del colore, dosando luci ed ombre, cogliendo e fissando l’istante protagonista e l’inquadratura dell’obbiettivo, di trasfigurare la realtà, rendendola più bella, più meditativa e ancor più positiva, nella sua connotazione puramente estetica.

Anna Rita Delucca (Anno 2012) Copyright

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Nicoletta Spinelli – Architetture. Testo critico pubblicato su brochure di lavori fotografici di N.Spinelli. Anno 2013

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Lo specchio dell’anima.L’arte di Nicoletta Spinelli. Testo di A.R.D. per la brochure “Figura.Opere dal 2013“, realizzato in occasione della mostra personale di N.Spinelli “Nella sala degli Specchi.Viaggio di una donna verso la consapevolezza“, 07/29 novembre 2015, Rocca Sforzesca-Sala Consiliare,bagnara di Romagna,Imola. Presentata da Anna Rita Delucca

Testo:
La sua storia artistica subisce una sensibile evoluzione che partendo dallo studio di soggetti floreali e vegetali, traducibili in una romantica percezione dell’elemento naturale come pure dall’analisi visiva delle architetture antiche e moderne, giunge ormai a una ricerca pittorica finalizzata all’esame prospettico ed essenziale della figura umana considerata sotto vari aspetti: staticità e movimento, espressività del volto e diafana meditazione, trasposizione del reale, superamento dello spazio/tempo, ricerca estetica dell’anatomia che oltrepassa l’ambito meramente fisico.
La pittura di Nicoletta Spinelli, eseguita soprattutto ad olio e tecniche ad intonaco su supporti misti e con l’eventuale utilizzo di materiali di recupero, come stoffe o garze, testimonia una raffinata ricerca dei maestri del passato e del romanticismo, oltre all’amore per l’arte antica(come quella di Piero della Francesca), rivisitata in chiave contemporanea: giocoforza è la passione per la fotografia da cui adotta varie tecniche che ripropone in pittura(ad esempio il taglio prospettico, la modulazione di luci/ombre) per cogliere e fissare l’istante protagonista; ciò le consente, attraverso una immaginaria inquadratura dall’obiettivo, di trasfigurare la realtà rendendola più introspettiva.

Si tratta di una elaborazione interiore, profonda, del sentimento e delle sensazioni che si ricavano dall’osservazione del sè attraverso un’immagine tratta dall’esterno, un’immagine che funge da specchio riflettente dell’inconscio.
Emergono così le silenziose e statuarie ‘matrone‘, nude, dai corpi massicci e nel contempo eleganti, su fondi grigio/verdi, che paiono uscire dalle settecentesche dimore palladiane o dalle millenarie ville romane ma ci conducono, persino, nel mondo melanconico e monumentale dei grandi maestri della Metafisica novecentesca, da Sironi a Carrà.

N.Spinelli

M.Sironi “Nudo sulla città” 1919.Da ” Sironi” de Luca editore/A.Mondadori Ed.1985

Ma il suo percorso inarrestabile prosegue in una incessante sperimentazione espressiva: dalla staticità monumentale si passa al lento, impattivo movimento dell’introspezione: il rosso con la sua forza magnetica cattura l’attenzione dell’occhio osservatore, gl’impone la visione della scena, non gli concede possibilità di fuga. Diventa doveroso dunque, guardare e decifrare il messaggio che arriva da quelle fanciulle leggiadre ma decise, nel loro comunicare con lo spettatore; la serie “Giuditta” riflette in modo particolare tale caratteristica: il rosso domina in modo incontrastato l’occhio, attratto dalla violenza cromatica, è guidato da una forza magnetica che lo getta, prima, sulla scena e subito dopo lo conduce a scandagliare il particolare ossia la protagonista, la delicata fanciulla che in un lento e quasi impercettibile movimento, chiama lo spettatore con il suo enigmatico sguardo, poi lo trascina dentro un mondo misterioso in cui tutto è insolito, incerto, imprevedibile.

Giuditta

Infatti tutto è in divenire ma scaturisce da un punto di partenza, da un’origine: di qui le serie pittoriche “Ab ovo” e “La Maschera” in cui il simbolo iniziatico della vita, l’uovo, riflette la perpetua rinascita d’ogni stato d’animo durante il viaggio nei cambiamenti che necessariamente si devono compiere, nel bene e nel male, nel portare con sè il proprio bagaglio di esperienza fatta di gioie e dolori che spesso si nascondo no dietro ad una maschera’salvifica’ dal crudo giudizio mondano.

Ab Ovo

La Maschera 6

Ma la maschera, si sa, pretende un pegno troppo gravoso: la perdita della libertà. Dunque le enigmatiche fanciulle di Nicoletta Spinelli quella maschera la calano, rivelando così, una realtà più misteriosa e complessa della finzione.
Ecco allora che lo spirito ormai libero sente il richiamo di quella “Leggerezza“, quella “Levità” rispecchiata nelle sinuose, eleganti figure femminili, vagamente ‘stile Boldini’, dall pennellata veloce, ‘sciabolata’, che ci fa quasi intuire il fruscio delle loro vesti.
E’ la rappresentazione della vitalità ovvero quel filosofico ‘humor leggero’ indispensabile per vincere sulla tragicità dell’esistere, concedendo alla vita il grande dono della speranza.

Levità

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Sedimenti” Testo per la mostra di Nicoletta Spinelli, Walter Reggiani, Elena Vichi presso l’Oratorio San Sebastiano, Forlì, dal 10 al 18 giugno 2017. Con il Patrocinio del Comune e Assessorato alla Cultura di Forlì.

_________________________________________________________________________________________________________Alla ricerca della Bellezza. Arte e Ispirazione“, con una introduzione di Franco Murer, testo di A.R.D. Collana Scarlatta, Cordero Editore, Genova, 2019, pp.156 /157.

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I paesaggi di Nicoletta Spinelli .Testo critico pubblicato su ‘ Paesaggio -Foto di Nicoletta Spinelli, Testi di Anna Rita e Nicoletta Spinelli, Anno 2020 (febbraio)

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